18.2.24

ad.free.podcast

 








Soffermiamoci per qualche istante sulla descrizione del podcast. Ok, è un podcast aperiodico nel senso che per varie motivazioni non mi risulta possibile definire un calendario regolare sulle uscite delle puntate in programma.










Un altro dettaglio che risulta strettamente collegato all'argomento di oggi è il seguente: zero_podcast è l'espansione del sito/blog zeropoesie. Quindi la novità? E’ che ho deciso di rendere tutti i contenuti che produco attraverso questi due canali assolutamente liberi dalla pubblicità di terze parti e da affiliazioni!
Chi mi segue da tempo, penso possa affermare che anche in passato non ho mai esagerato con le pubblicità sulle pagine virtuali del blog. Ho sempre desiderato una navigazione non infarcita di popup e continue richieste di acquisto di prodotti vari. Però voglio essere chiaro, non giudico negativamente chi invece decide di sponsorizzare alcune aziende attraverso le proprie produzioni, ma deve dichiararlo chiaramente, mi pare il minimo.

Ecco, dato che non mi cambia la vita evitare di inserire i soliti link di affiliazione al solito Amazon, da ora in poi non lo farò più! Ma non solo. Ho anche cancellato tutti link presenti nei vecchi post che ho scritto negli ultimi 4 anni. Ciò che è rimasto sono le pubblicità - se vogliamo chiamarle così - delle mie varie produzioni. Così risulta tutto più fruibile. E anche un nuovo visitatore o ascoltatore potrà subito comprendere che le mie opinioni in merito a software specifici, ad attrezzature, ad aziende che potrei citare... non saranno mai opinioni influenzate da accordi commerciali. 

Però - come sempre c'è anche un però - come tutti i creatori di contenuti anche io ho delle spese ricorrenti che servono al mantenimento del progetto podcast. Come lo spazio cloud per archiviare tutti gli episodi: passati e futuri, il servizio di hosting e distribuzione sulle varie piattaforme di ascolto: Castbox, Amazon Music, Pandora, YouTube e Spotify. Poi ci sono i plug-in audio in abbonamento che mi permettono di rendere il tutto con un tocco quasi professionale. Il desiderio che ho, è raggiungere da parte di chi mi segue e mi ascolta ora... la consapevolezza del lavoro che viene svolto con passione. Per queste motivazioni il podcast può andare avanti anche per le vostre donazioni. Vi ringrazio davvero.

Prima di lasciarvi, ho un piccolo pensiero per voi. In descrizione dell'episodio trovate il link diretto per scaricare il mio primo Album di musica elettronica. E' uscito il Novembre scorso ed è assolutamente gratuito. E' distribuito con licenza Creative Commons, nello specifico le 12 tracce contenute possono essere duplicate e condivise con chi credete e con qualsiasi mezzo digitale. I singoli brani possono essere utilizzati per i vostri progetti multimediali a patto che rimangano: non per scopi commerciali, in pratica non si potrà monetizzare. Se desiderate avere più dettagli in merito ho attivato una casella di posta elettronica per gli ascoltatori del podcast. Fatemi sapere cosa ne pensate, ok?







11.2.24

Bluesky, boom iscritti! Come trovare altri utenti italiani...

 









Pochi giorni fa il social network Bluesky ha aperto le porte a tutti... basta Pass per accedere (un mio post recente). La cosa fantastica è vedere una valanga di nuovi iscritti in poche ore! Se sei un nuovo utente italiano, come si fa a trovare gli altri?

La prima cosa da fare dopo l'installazione dell'App: clicca su Feed: icona a forma di cancelletto. Cerca La Bacheca, clicca su Save. In questo Feed trovi elencati i post pubblicati in italiano... ora inizia a seguire gli utenti e poi presentati, vedrai che in poco tempo la tua Timeline sarà interessante. Se conosci il funzionamento del fu Twitter originale, molte dinamiche sono simili. Tieni presente che Bluesky è agli inizi, e che passo passo implementerà nuove funzioni. Se vuoi, puoi seguire anche me su Bluesky, ti aspetto!








4.2.24

La musica digitale, secondo me



 


L’episodio che state ascoltando è reso possibile dalla donazione di Stefano Castelvetri. Chi desidera sostenere il mio podcast indipendente, trova maggiori informazioni nella descrizione della puntata. Grazie Stefano!







Come in tutti i contenuti che produco, anche nel podcast vado ad esprimere le mie opinioni… opinioni soggettive. Sta a voi ascoltatori valutare se ci sono idee utili o meno. Per inciso trovo sempre fondamentale mettere il cervello in modalità ON quando leggo, ascolto o guardo qualcosa. Ma non voglio divagare, nello specifico di cosa voglio parlarvi? Beh… dell'ascoltare la nostra amata musica.

Ho avuto il privilegio di vedere diversi cambiamenti nella fruizione musicale. Da adolescente era il periodo delle musicassette e dei primi Walkman con cuffiette ad archetto. Con i primi denari che guadagnavo, andavo presso le edicole o nei negozi specializzati, per accaparrarmi l’ultima uscita di qualche artista italiano. Sì, lo ammetto! Avevo dei gusti musicali abbastanza basici… ero molto legato al Festival di Sanremo. In seguito arrivò il momento dei CD Audio. La differenza si sentì eccome! La qualità audio e la pulizia del suono non avevano precedenti. Secondo voi cosa decisi di fare? Lentamente, poco per volta, creai la mia raccolta discografica, tutta in CD.

Fu un bel periodo, dove iniziai ad ampliare l’ascolto verso generi musicali più vari: elettronica, rock, musica classica, e artisti sotto etichette indipendenti. Con il tempo i CD originali che possedevo gelosamente erano più di 200. Ma le cose cambiarono ancora. Arrivarono i maledetti Mp3. Ovviamente scherzo su maledetti! Con uno sforzo inedito da supereroe… per qualche tempo cercai di non assecondare il cambiamento. In effetti riscontravo che con l’ascolto in cuffia o con un buon impianto Hi Fi la resa dei brani musicali in Mp3, era un piccolo passo indietro rispetto alla fedeltà del suono. Non desidero annoiarvi con le differenze tecniche che in effetti esistono… ma nonostante tutto - anche io - abbandonai i CD a favore degli Mp3. Fu una decisione maledetta, perché per anni mi abituai ad ascoltare una compressione sonora troppo aggressiva… e lontana dall’esperienza precedente.

C’è da dire che però, con l’avvento della musica liquida, quindi intangibile, formata da bit e non riversata su un supporto fisico, almeno un aspetto fu migliorato notevolmente. Conservare centinaia di Album non occupava spazio reale nella nostra abitazione, era tutto lì, conservato nel PC o in qualche supporto di memoria. Anzi se dobbiamo dirla tutta, da più di una decina d’anni, una delle alternative che sempre più utenti intraprendono è utilizzare le piattaforme di streaming musicale come Spotify, Deezer, Amazon Music eccetera. Nelle loro versioni gratuite la qualità di ascolto è simile ad un Mp3 abbastanza compresso.

Ed ecco l'idea che porto avanti da un po’ di tempo. Voglio crearmi nuovamente una raccolta musicale a livelli seri, con centinaia di Album acquistati in digitale, però di una qualità di ascolto superiore rispetto all’MP3. Quindi al posto di fermarmi alle sole piattaforme streaming, ho deciso di investire direttamente nell'acquisto di Album musicali che rimarranno miei. E’ vero che per intraprendere questa strada ci vorrà un po’ di pazienza, un po’ come quando si andava in giro per negozi per creare la propria raccolta musicale definitiva… però c’è più soddisfazione almeno per me. Ma in pratica come si può fare? Si possono acquistare gli Album musicali in formato FLAC. Il FLAC è un codec audio libero (ricordo che l’MP3 è un formato proprietario sottoposto a brevetto). A parte questa differenza, il formato FLAC vi permette di avere la stessa qualità audio di un CD audio, ma in formato digitale. Sono solo pregi, a differenza dell’MP3 che per consentire un utilizzo limitato di memoria digitale, comprime l’audio d'origine, modificandolo in maniera pressoché definitiva.

Per l’acquisto di musica in formato FLAC vi consiglio tre siti… sperando di pronunciarli correttamente. Il mio preferito è Qobuz negozio di musica online francese ma presente anche in lingua italiana, davvero ben fatto e completo sotto tutti i punti di vista. Un sito interessante è anche 7digital che spesso propone dei prezzi davvero scontati sugli interi Album. Il terzo sito che consiglio per l’acquisto di musica in FLAC è Bandcamp che è a tutti gli effetti una piattaforma che permette in autonomia agli artisti o alle etichette indipendenti di vendere la propria musica.

Beh, questa è per me la soluzione ideale per fruire la musica digitale, così riesco ad avere il meglio della tecnologia continuando a non occupare spazio in casa.



25.1.24

Io e la musica elettronica

 





Eravamo rimasti al mio vecchio PC con la scheda madre fulminata, ma permettetemi una parentesi...









Anche se siamo solo al secondo episodio del podcast, penso che quella che offro ora - come qualità sonora - è la massima possibile. E' un argomento che mi interessa molto, perché sono il primo a pretendere un parlato nelle cuffie di buona qualità. Però devo contestualizzare il dove avvengono le registrazioni di zero_podcast e con quali attrezzature. Contestualizzando, le mie registrazioni avvengono in una stanza comunissima utilizzata per varie attività, la chiamiamo studio semplicemente perché lì si trova la scrivania, il PC e altri aggeggi tecnologici. Ok, non è uno studio di registrazione professionale e non potrò raggiungere risultati paragonabili ai produttori seriali di podcast che conosciamo bene tutti quanti noi. Come microfono utilizzo un buon condensatore USB collegato al Chromebook. Fine. Devo essere sincero, nonostante tutto, il risultato mi piace. Però queste sono le mie impressioni, ciò che conta per davvero è ricevere un vostro parere al riguardo... trovate un link in descrizione per potermi dire la vostra. In pratica potrete registrare un breve messaggio audio attraverso un sito web che da ora in poi sarà la nostra segreteria telefonica del podcast. E' più facile farlo che stare qui a spiegare, cliccate il link e vedrete che è molto semplice.

Detto ciò, le disavventure passate che ho avute con il PC Pentium fulminato da uno sbalzo di tensione elettrica mi ha insegnato che è importante eseguire periodicamente dei backup del proprio sistema, per non perdere tutto, in un attimo. Però la cosa importante è che proprio durante la sua vita tecnologica, quel computer, mi diede la possibilità di creare tanta musica. Chiamiamola così, passatemi il termine, anche se con il senno di poi definirla musica è un complimento eccessivo. Attraverso un software adatto a tutti gli improvvisati dell'epoca che volevano diventare DJ, parlo di Magix Music Maker. Era un programma per Windows che diventò popolare, le sue caratteristiche vincenti erano la facilità di apprendimento, era proprio un giocattolino. Utilizzava un processo di composizione molto simile ai sequencer analogici dove si lavora prevalentemente sui loop; i loop sono dei brevi spezzoni audio di vari strumenti reali o digitali. Oggi, nel 2024, abbiamo una varietà di programmi per creare musica davvero impressionante e sono tutti software molto validi. Ma nei primi anni 2000 le cose erano differenti.

Ovviamente ciò che io producevo con tanta passione - ma senza nessuna conoscenza teorica - lo andavo a condividere immancabilmente sulla mia pagina my_space. Fu un periodo molto divertente e lo ricordo con piacere. E no, quei brani non esistono più da nessuna parte. Ricordate il PC? Ecco.








24.1.24

La musica elettronica ed io

 





Come ascoltatore amo la musica in tutte le sue contaminazioni. Se proprio con il passare del tempo mi sono reso conto che la musica commerciale, quella di facile fruizione, mi attira sempre meno...









Catalogare per generi netti ciò che ascolto, ammetto che lascia un po' il tempo che trova, però rende più chiaro a grandi linee ciò che amo e che continua a influenzarmi nel senso positivo del termine. Musica elettronica sperimentale e non, dagli anni 70 del secolo scorso fino ad arrivare ad oggi; cantautori italiani ma anche inglesi e francesi; rock alternativo dalle influenze anglosassoni; house e minimal tecno dallo stile tedesco o francese. Come dicevo, a grandi linee... Per ultima ma non per importanza, anzi per me ricopre sempre più un posto privilegiato, c'è la musica classica.

L'amore per la musica in generale mi è stata trasferita sicuramente da mio padre, ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia dove l'arte (o per meglio dire la creatività) è sempre stata presente. Più la mia età anagrafica continua a crescere, più riesco ad apprezzare maggiormente alcune scelte musicali di ascolto che appassionavano mio padre quando io ero adolescente. Specialmente per la musica classica è qualcosa da considerare, nel mio caso è stato come tornare alle origini di un percorso.

Sono nato negli anni 80 e chi mi segue da tempo - attraverso il mio blog - può facilmente immaginare che sin da giovane ero particolarmente fissato per tutti ciò che era tecnologia informatica. Ora non ricordo l'anno preciso, ma coincideva al momento che che il social my_space diventò in voga anche in Italia. In quel periodo, con i miei primi guadagni, acquistai un PC Pentium: scheda audio esterna Creative e due casse Trust niente male per l'epoca. Era PC desktop assemblato che è funzionato bene per diversi anni, il sistema operativo era Windows XP... finchè uno sbalzo di tensione ha seccato la scheda madre, ma questa è un'altra storia.










12.1.24

Ami la Musica Classica? Ecco l'App giusta per te.

 





Per chi come me è appassionato di Musica Classica - in tutte le sue forme: contemporanea e sperimentale compresa - può senza dubbio convenire sulla difficoltà pratica nel rimanere aggiornati sulle nuove uscite discografiche. Le app di streaming musicali possono rivelarsi utili (nelle loro versioni free) per cercare nuovi Album da acquistare e funzionano a meraviglia per praticamente tutti i generi musicali, tranne uno.

Secondo voi quale? La musica classica! Dove i compositori, gli esecutori, i direttori di orchestra, le singole opere, l'etichetta di registrazione... sono tutte variabili importanti per una ricerca utile al fine di trovare nuovi dischi di nostro interesse. Apple ha pensato bene di creare un app di streaming musicale proprio per i palati più esigenti, Apple Music Classical è un'app (sussidiaria di Apple Music) che finalmente può rendere la vita da ascoltatore molto più semplice. Qui un link alle sue varie funzioni: support.apple.com/it-it

In conclusione voglio sottolineare che Apple Music Classical è disponibile anche per Android, la musica presente è praticamente in formato FLAC (wikipedia.org/flac). L'app non ha un piano Free, ma va attivato l'abbonamento a Apple Music che deve essere installata nel dispositivo di utilizzo. E voi cosa ne pensate?







9.1.24

Bluesky social: 2 Pass Gratis!

 









Il nuovo social Bluesky continua a crescere costantemente. Nel corso di questo breve post troverai due Pass per accedere e registrarti anche tu come utente. Se amavi il Twitter delle origini, quello senza X, ma anche quello senza pubblicità invasiva né tweet sponsorizzati e senza utenti tweet star... Bluesky è il posto giusto! Primo Pass: bsky-social-4ikei-mhrf3

Puoi utilizzare Bluesky tramite app Android o iOS e anche da browser. Gli iscritti italiani sono numerosi e particolarmente attivi (trovi anche me). Secondo Pass: bsky-social-e7syp-ikxdu







2.1.24

Chromebook: Un browser da abbinare a Google Chrome?

 





Ma... sui Chromebook si possono installare altri browser? Certo che sì. La possibilità di utilizzare altri browser sui PC Google è abbastanza recente, quindi ho preso l'opportunità di provarne diversi nei giorni scorsi (15 browser differenti); l'obiettivo era poi scegliere un browser da affiancare in maniera stabile al predefinito Chrome.

Le caratteristiche che ho ricercato sono state differenti e specifiche. Innanzi tutto desideravo un browser da utilizzare su Chromebook ma anche su smartphone Android, l'app nello specifico doveva essere senza pubblicità e contenuti a pagamento (ciao ciao Brave!), inoltre il browser doveva essere FOSS (wikipedia.org/wiki/FOSS). Infine il browser prescelto doveva permettere al motore di ricerca Qwant di girare al meglio (wikipedia.org/wiki/Qwant).

Applicando questi filtri, mi sono ritrovato con tre browser: Firefox, Opera, Vivaldi. Voglio specificare che sono tutte e tre soluzioni valide - io ho dato la mia preferenza su uno di essi - ma con esigenze personali differenti il vincitore poteva essere tranquillamente Firefox o Opera. Premessa doverosa: per tutti e tre ho testato l'app su smartphone, l'app ottimizzata per Chromebook, l'app flatpak avviata da macchina virtuale presente nel Chromebook (modalità sviluppatore). Ho notato per tutti e tre i browser una grafica più gradevole sulle app Android (compresa quelle ottimizzate per Chromebook) rispetto alle versioni Linux flatpak. Ciò però non deve stupire particolarmente perché Google spinge molto verso una perfetta integrazione del Google Play (ex Play Store)... e ricordo che il progetto Linux (nome in codice Crostini) è ancora in Beta. Non ho scelto Firefox perché era il più lento dei tre: apertura app e navigazione sul web. La scelta ulteriore che ho dovuto fare è stata tra Opera e Vivaldi.









Il vincitore è stato il browser Vivaldi perché continua ad essere un progetto europeo (il creatore/CEO è islandese) e integra perfettamente Qwant. Inoltre è utilizzabile tranquillamente senza creare nessun account. Scorrendo tra le varie impostazioni si può senza dubbio rimanere piacevolmente colpiti dalla varietà di opzioni utili.

Per la versione app Android per Chromebook vi consiglio di attivare le seguenti opzioni (tasto ON): "Mostra sempre sito desktop", "Blocca Traccianti", "Mostra pulsante X per le schede in secondo piano". Poi nella sezione Privacy e Sicurezza (tasto ON): "Cancella i dati della sessione di navigazione all'uscita" e "Invia richiesta Do Not Track".

Vivaldi+Qwant la trovo una soluzione (combo!) perfetta per quando ho bisogno di avviare ricerche sul web con un algoritmo profondamente diverso da quello by Google.




1.1.24

Avvistati i primi Chromebook Plus per l'Italia











E' arrivato il momento, anche in Italia sono stati presentati i primi Chromebook Plus (i Chromebook da gaming differiscono per l'estetica). Questa è la pagine ufficiale del sito Google per l'Italia: google.com/it_it/chromebook/

Vista la distribuzione capillare dei PC Chromebook sul nostro territorio nazionale, il mio consiglio è di attendere ancora un poco, i negozi di elettronica (come: Expert, Euronics, Unieuro, Mediaworld) venderanno presso le loro sedi anche i Chromebook Plus.