21.9.20

Il poeta stanco



© MIKAEL COMPO






IL POETA STANCO


Il vecchio artista con la sua vecchia borsa

cammina senza fretta verso la consueta rupe.

Si siede lentamente e, con la penna in bocca, sonda la costiera.

L’idea gli sfugge; di riflesso svapora la sua voglia di poesia.

E’ un poeta stanco, stanco di scrivere.

L’artista se ne va, senza rimorsi.

Solo ora si accorge del paesaggio rude

e privo di dolcezza.


“Perché non scrivi più?”

“Non scrivo perché la gente vera

si dilettava e basta con le mie poesie”.

Il vecchio poeta è stanco di scrivere, ma non ancora di vivere.

Per lui inizia ora la vita:

ce la farà ne sono certo,

anche se la strada è in salita.







14.9.20

Chromebook: I primi passi






Quando si ha tra le mani un Sistema Operativo (OS) mai utilizzato prima, bisogna cambiare modo di ragionare. Cosa intendo dire? Ci arriverò presto. Voglio prima però contestualizzare la mia reale esperienza con i vari OS. La mia passione per l'informatica nasce tanti anni fa, il primo PC che ho utilizzato montava MS-DOS 5: Sistema Operativo con sola riga di comando sviluppato da Microsoft.
Mi trovavo benissimo con l'MS-DOS! Con l'ausilio di qualche manuale imparai a memoria tanti comandi sotto forma di stringhe di testo... e per l'epoca (parliamo di circa il 1994) era il massimo per un utente medio.
Poi arrivò il primo Windows ad interfaccia grafica, il primo che utilizzai per lungo tempo fu Windows 3.11. Questa nuova maniera di gestire il nostro PC fu una rivoluzione perché rese più semplice eseguire i comandi, tramite il mouse. Però non voglio girarci tanto intorno, il mio rapporto con i sistemi Microsoft ad interfaccia grafica sono stati di amore/odio (forse più di odio viscerale). Ciononostante ho utilizzato per anni e anni i PC Windows, nello specifico: il già citato 3.11, Windows 95, Windows 2000, Windows XP SP3, Windows 7, fino al corrente Windows 10.

In maniera parallela - in pratica negli anni che utilizzavo Win XP SP3 - iniziai a guardarmi attorno. Sapevo che esistevano altri OS e francamente volevo abbandonare definitivamente Microsoft. Le motivazioni? I conflitti snervanti dei vari applicativi, i driver che a volte facevano capricci... ci siamo capiti. Odiavo le perdite di tempo per mettere a posto le cose nel computer! Iniziai così ad immergermi anche nel mondo Linux. Le distribuzioni di Linux che mi sono rimaste più nel cuore sono nell'ordine: Kubuntu, Linux Mint, Lubuntu e UbuntuAmmetto che molti problemi negli ambienti Linux li avevo risolti, però ne erano nati altri specifici di quelle distribuzioni (parlo degli anni 2012-2015). 

Dato che effettivamente non ero così bravo con Linux (invece Open Titus è davvero preparato sull'argomento, seguite i suoi video qui!) mi incagliavo su installazioni hardware, tipo stampanti o altre periferiche. Morale della storia... ancora non mi sentivo a casa. Avevo voglia di provare ancora altro! 










Nel corso del 2015, come dicevo nello scorso post, acquistai il mio primo Chromebook importato. Decisi di utilizzarlo come mio unico PC. Mi sono trovato e continuo a trovarmi bene. Effettivamente non nutro enormi pretese verso un computer, a parte che deve essere sempre una scheggia e che non deve farmi mai perdere tempo. In questo, i Chromebook sono una garanzia.

Ritornando all'inizio del post, penso che se un utente vuole provare per davvero un Chromebook... deve assolutamente comprare un portatile ufficiale! L'esperienza utente è per buona parte resa migliore dalla macchina stessa. Ecco perché, penso che provare Chrome OS (OS dei Chromebook) come Distro installata su un PC qualsiasi, non ha tanto senso.











Questa immagine è ciò che trovate appena accendete il vostro Chromebook: molto minimal, essenziale, diretto. In basso i vostri programmi preferiti (se volete design simile ad Apple) e il browser Chrome aperto, pronto per navigare.
Per ora terminiamo qui evidenziando le parole chiave che differenziano questo OS dai concorrenti: user-friendly, sempre online, cloud, ottimizzazione continua, affidabilità, sicurezza.



13.9.20

A Nase è Cane (Giuà)



© TOUGS



A NASE E' CANE



Vai tuorn tuorn comm'a na pezzente
pe vedè a chi te carrjà.
E non te mjett scuorn? E che guaragn?
Si addiventat pelle e ossa!
Ovvì, nun cj'a fai kjù, cammina a stient
arrupuosate nu poco, vattene a spasso!

Mo te faccio na domanda:
"Comm ta spicci c'Apocalisse é San Giuvann?
Cu l'angelo Michele, ca spada sguainata?
Picciò te corr appriess e nun tien scampo!".

"Si troppa vecchia, tieni pure affanno!
Si comma a me, te tremano e denocchje!
Quale condanna a chesta Nase è Cane?"
aggje chiest o Padre Eterno.

"Ovvì Giuà, ti si fatt viecchj e tien a mente corta:
A chesta n'fame cj'a spetta sula a mort!".



- Giuà -