23.10.21

Parliamone (Elisabetta Aprileo)

© VOIGTF64





PARLIAMONE 


Parole che scivolano sincere, 
parole che non comprendi, 
tu credi siano solo falsi pensieri. 
Supponi… credi… non mi ascolti, 
mentre parole perdo per te… 

Non posso pronunciarle, 
immobili baciano le mie labbra… 
parole nel tempo con gesti ancora più cari. 
Ma tu hai scelto… 
Hai deciso… 

E ora sono immobili, 
mentre mi accarezza il sangue 
col suo tepore intenso 
mi ricorda il tuo sguardo caldo e forse troppo vicino.
Poche parole… per te… 
non dette da me… 
Mille che tra le mie labbra feriscono ancora
ma soltanto me.


- Elisabetta Aprileo -






19.10.21

Episodio 006 "Si può creare Musica elettronica con Linux? (con Open Titus)"

 




Ascolta l'episodio 006 di
ZEROPOESIE Project Podcast!

Se desideri seguire lo show audio
direttamente con l'App podcast che preferisci







TRASCRIZIONE INTEGRALE
Episodio 006




    "Bentornati! Questo è il podcast di ZEROPOESIE Project! In questo episodio, ho il piacere di ospitare Tito Miluzio in arte Open Titus. Insieme a lui, cercheremo di comprendere se la filosofia che c’è dietro a Linux ci può tornare utile anche nell’ambito musicale. Bene. In tuo onore Tito, ho inserito come sottofondo alla nostra conversazione, proprio il brano che più preferisci, tratto dal mio ultimo Album. Il brano si intitola: Il passero solitario sul traliccio dell’alta tensione. Ed eccomi con la mia prima domanda: Raccontaci… come ti sei avvicinato al mondo dell’Open Source e poi di Linux? Attraverso la musica? Rendici partecipi della tua esperienza."

    "Ciao Mikael e ti ringrazio per avermi invitato al tuo podcast. Sono contento e sono felice di farne parte… del tuo progetto… perché già da l’inizio quando ci siamo conosciuti (anche tu) sei sempre stato un tipo un po’ smanettone, come me! Dall’ambito non solo musicale ma anche nell’ambito software. Eh, sì… da dove è partita la mia passione per quanto riguarda l’Open Source? Ecco è iniziata ancora prima con la musica. Perché? Ricordi bene che noi ci siamo conosciuti proprio in merito a questi progetti musicali e che utilizzavamo le licenze Creative Commons. E le Creative Commons erano qualcosa di interessante per me, perché all’epoca avevo una Web-Radio… che poi vabbè non è andata più a buon fine… poco importa! Però, questa esperienza mi ha permesso di allargare quelli che erano i miei orizzonti. E quindi grazie alle Creative Commons ho capito che era possibile poter creare, distribuire, senza fini di lucro - o meglio, attenzione, sempre rispettando le licenze specifiche Creative Commons - a differenza dei Copyright che hanno un approccio più diretto e sistematico nei confronti dell’utilizzatore finale. Che deve pagare la licenza. Punto. Invece le licenze Creative Commons mi hanno introdotto a questo aspetto, anche sotto il punto di vista informatico. Cioè, cosa voglio dire? Che 5 anni fa mi sono addentrato nel mondo Linux, nel mondo Open Source. Che letteralmente significa sorgente aperta. L’open source è un tipo di software che viene dato, appunto come le Creative Commons, attraverso una licenza libera; dove chi è detentore di questo software può favorire la modifica, lo studio e lo sviluppo. Quindi mette a disposizione di tutti il codice sorgente. Questa cosa mi ha completamente rivoluzionato il mio modo di pensare informatico. E da lì, ho conosciuto tantissime distribuzioni Linux, e queste mi hanno permesso sempre più di addentrarmi - ecco - nei meandri dell’informatica. Più che altro dei software, appunto è di questo che parla anche il mio canale YouTube Open Titus. E ti ringrazio per avermi invitato come tuo ospite, sono onorato te lo ripeto. Con il mio canale ho come obiettivo di divulgare questi software/programmi liberi e disponibili a tutti. Quindi il mio percorso è partito dalle licenze Creative Commons in ambito musicale… per poi arrivare a Linux e all’Open Sorce, e poi al mio canale YouTube!"

    "Certo… sono stati sicuramente momenti magici Tito… quando ci siamo conosciuti su Spreaker. Diversi anni fa, come hai detto, per la nostra passione in comune per la musica elettronica. Sicuramente tornerò a parlare… o magari torneremo a parlare insieme, io e te, sulle Creative Commons… e di come sono delle licenze utilissime. Passando all’Open Sorce, personalmente non credo ad una scelta drastica di utilizzo a soli programmi con codice sorgente libero. Però c’è anche da dire, che è anche sbagliato non dare assolutamente importanza ai software Open Source. Quindi, io sono molto in sintonia con te, sulla filosofia che c’è dietro al software libero… ovviamente anche su Linux e ad altri ambiti collegati. Ma ammetto che posso tollerare l’acquisto di alcuni software proprietari… se secondo il mio giudizio da consumatore… ne vale la pena. Quindi diciamo che per me, è un'opportunità in più… avere a disposizione questa grande valanga di programmi Open Source. C’è da dire che anche grandi aziende come Microsoft, Google ed altre… hanno dimostrato di credere in Linux e ai progetti Open Source. Tutto questo per arrivare alla domanda di questo Episodio: Vista la tua esperienza, secondo te, utilizzare Linux per creare Musica elettronica è una buona idea? Ed inoltre quali sono i software che per Linux consiglieresti a questo scopo? Voglio specificare che mi riferisco ad una produzione di buon livello, però non paragonabile ad attrezzature presenti in un vero e proprio Studio di Registrazione professionale."

    "Be’ Mikael, quando si parla di produzione, di software specifici per l’elaborazione audio… non posso fare altro che pensare ad Ubuntu Studio. Ubuntu è una delle distribuzioni più solide, in assoluto in Linux. E’ una distribuzione davvero storica, che esiste circa da 20 anni! Ma la cosa bella è, che è stata presa da un’azienda la Canonical e da qui ci ha costruito tante cose interessanti. Sì, perché, se da un lato - poi ritorno subito alla tua domanda - se da un lato l’enorme frammentazione nelle distribuzioni Linux ha creato un po’ di confusione. Ecco Canonical ha cercato di rendere l’esperienza utente più semplice. Ubuntu Studio, nella fattispecie, si distingue notevolmente dalle altre versioni. Perché? Perché fornisce un pacchetto, un set di software proprio per la produzione multimediale. E cosa significa? Che al suo interno si trovano proprio dei programmi specifici, fatti ad hoc per l’editing audio, ma non solo, anche video. Mi basta pensare ad Ardour, un potente ed avanzato multitraccia, un po’ simile ad Audacity… che tu conosci bene, e mi hai detto che lo usi davvero tanto. Ardour ha un’interfaccia molto più ben curata, sofisticata e avanzata. Anche se Audacity si difende abbastanza bene… Poi ci sono altra applicazioni come ad esempio Beast… che è un altro compositore modulare sintetico. Oppure c’è anche Jack Audio che appunto raccoglie tutti i server audio che permettono di andare a smanettare su tutte le latenze audio delle periferiche collegate al PC. E questo è fondamentale - come tu sai - quando si va a registrare in Live. E ce ne sono ancora altre di applicazioni specifiche! Ma un’altra chicca di Ubuntu Studio che a differenzia dalle altre distribuzioni… è il cuore del Sistema Operativo (ossia il suo kernel). E il kernel Linux, è un kernel che siccome ha un codice sorgente libero, quindi aperto e volto allo sviluppo...
Ubuntu Studio utilizza un kernel real-time per ridurre la latenza delle applicazioni installate. Cosa significa? Che praticamente ha tantissimi tool che permettono di ottimizzare la propria macchina informatica per la produzione musicale!"

    "E’ sempre un piacere ascoltarti. Io, ogni volta scopro nuovi programmi Linux da testare! Attualmente utilizzo davvero tanto Audacity… magari più avanti ci dedicherò una puntata specifica. Che dire? Grazie Tito per le tua disponibilità. Vi invito a visitare il canale YouTube di Open Titus (il link). Detto questo, per oggi è davvero tutto! Per le vostre opinioni o anche domande… vi invito a scrivermi su Twitter! Il mio profilo Twitter è ZEROPOESIE."




9.10.21

Non c'è più niente da fare (Carlo Flamigni)

 

© FRANK FOSTER






NON C'È PIU' NIENTE DA FARE


Quando i sassi nella strada diventano troppi,
quando non vedo più la luna, dietro ai pioppi
e quando si fa più freddo dentro che fuori
e la notte, tutto intorno, si fa buia.
Chiudo gli occhi e mi fermo ad ascoltare
e mi arrivano all'orecchio le voci di casa mia.

La voce del mio babbo che parla più forte
e quando è allegro fa sbattere le porte,
che parla delle pesche, che quest'anno son più belle.
Che racconta un fatto, in cui c'entrano le ragazze,
e poi inizia a chiedermi del mio lavoro,
e io capisco: che quello che vuole sentire
non è lo stesso, di quello che gli voglio dire.

Come faccio a raccontargli quanta fatica
è fare finta di essere contenti se il cuore grida?
Fra questo muro che sembra tanto liscio,
andare su, andare giù, come una biscia...

E invece gli dico che tutti mi vogliono un gran bene,
che son sicuro che domani viene il sereno...
e lui mi ascolta, che sembra che stia in chiesa,
che per me si venderebbe anche la camicia.
E poi mi racconta dei giorni in cui andava a scuola
e lo dice in un modo che sembra una favola.

La voce della mia mamma non la sento più
da quando lei è andata al di là del fiume;
però, delle volte, la voce mi arriva,
forse perché mi chiama dalla riva.

Le parole, quelle no, non le capisco,
ma quel che vuole, mi pare di saperlo lo stesso.

Mi vuole dire che mi vuole bene, anche da lontano,
come quando stavamo mano nella mano.
Mi vuole spiegare che non devo aver paura
se la strada, dall'altra parte, mi sembra più buia.
Perché tanto c'è lei, che mi sta aspettando
e prima o poi verrà ad aiutarmi.

Il giorno che mi sarò stancato di questa buriana
il giorno in cui la vita mi parrà puttana
e la mia morosa mi avrà lasciato
capirò che non c'è più niente da fare.


- Carlo Flamigni -