11.11.20

I ceppi (Emma Peliciardi)

 


© VOIGTF64






I CEPPI



E' arrivato l'attrezzo
che spacca la legna
sembra un bassotto
tuf stuf tuf stuf
pompa il vecchio Landini;
entra nei ceppi intrisi di terra
agguanta molli radici sfuggenti
vissute nel buio: brucando la terra.
Ora son fuori nude all'aperto
che pena!
Ma ecco per l'aria si spande
un odore di resina fresca
di muschio, segatura, di tane di grilli;
del sempre.
Quell'odore s'innalza, entra per casa
pare d'intorno risorta abetaia.
Fra le braccia ho serrato
quelle fibre rosate
onde intatte, sconvolte
da lama segate.
Scendi ora notte
oscura quei legni, quelle vene sbiancate
che nessuno ha toccato,
or mostrate alla gogna.
Va per il bosco un fioco brusire
di cratere in cratere
che il piccone ha scavato.


- Emma Peliciardi - 




23.10.20

Bufali della sera (Matteo Parenti)

 


© TOUGS





BUFALI DELLA SERA



Nell'angolo
di memorie ramificate
e di verdeggianti pensieri,
con l'apparenza del sogno
e la musica della reminiscenza;
c'è un tramonto di porpora
su colline ritagliate nel cupo.
E tra i verdi alberi scendono muggiti
di non visti
bufali della sera.


- Matteo Parenti - 



13.9.20

A Nase è Cane (Giuà)



© TOUGS




A NASE E' CANE


Vai tuorn tuorn comm'a na pezzente
pe vedè a chi te carrjà.
E non te mjett scuorn? E che guaragn?
Si addiventat pelle e ossa!
Ovvì, nun cj'a fai kjù, cammina a stient
arrupuosate nu poco, vattene a spasso!

Mo te faccio na domanda:
"Comm ta spicci c'Apocalisse é San Giuvann?
Cu l'angelo Michele, ca spada sguainata?
Picciò te corr appriess e nun tien scampo!".

"Si troppa vecchia, tieni pure affanno!
Si comma a me, te tremano e denocchje!
Quale condanna a chesta Nase è Cane?"
aggje chiest o Padre Eterno.

"Ovvì Giuà, ti si fatt viecchj e tien a mente corta:
A chesta n'fame cj'a spetta sula a mort!".



- Giuà -




9.8.20

Non essere (Beatrice Negri)

© TOUGS





NON ESSERE


Se potessi essere
un involucro vuoto
inerme
un contenitore
di parole inutili.

Inanimata,
un oggetto magari brutto
senza pensieri.

Se potessi essere
una carta di caramella
o un pacchetto regalo,
sarei donata a qualcuno
ma poi, sarei gettata via
perché, sarei solo l'involucro
non il regalo
non la caramella
sarei servita a poco
sarei finita subito.
Io non sarei...


- Beatrice Negri -





7.8.20

E accade (Tiziana Malagoli)

© TOUGS

 




E ACCADE


E' tempo d'esistere
di vivere irrompendo
nel brivido del suono
che accende le tempie.
E' tempo d'andare
a svegliare il vento,
ovunque mi rivolga
incontro una figura
che s'intaglia nei quadrivi,
che s'insinua
nelle mie tremule vene
che come buchi neri
per il peso
franano in se stesse.
E accade d'aver bisogno
d'aria nel presente,
di aver perso l'essenza,
e accade di
rinunciare desiderando
trafiggendo umide le ciglia,
e accade che
m'è dato d'esistere.



- Tiziana Malagoli -






6.7.20

Esseri invisibili










Sono il tizio che ti ha rubato il cellulare lunedì scorso, sì proprio quel tipo anonimo che avevi di fronte per qualche minuto, alla cassa del discount.
Tu parlavi con un collega mentre battevi i codici con fare automatico, ti ho detto "Buongiorno" e tu "Sacchetto?"; poi hai proseguito a parlare dei fatti tuoi con il tipo che avevi alle spalle.
Mi hai fatto sentire invisibile, ecco perché ti ho volutamente creato un vuoto. Il tuo cellulare ti sarà invisibile, non lo troverai più.
L'ho formattato e donato ad un altro invisibile che chiede composto l'elemosina fuori dal discount.





13.6.20

Fuori dal protocollo (Carlo Flamigni)


© DOUG HOLLAWAY






FUORI DAL PROTOCOLLO



Adesso, che tutto è finito

forse puoi dirmelo.

Adesso, che l’odio

non ha più alcun senso.

Non credi che dovresti spiegarmi

se veramente mi hai scelto

tra tanti,

e allora voglio sapere perché

o se questa è la prassi

il protocollo?

Era così semplice

seguire lo schema di sempre,

se esiste uno schema.

Quello che tu e i tuoi padroni

- così si dice -

chiamate protocollo:

un tocco lieve sulla spalla,

un sussurro

“la strada finisce qui”.

Che avrei potuto dire?

Me, come gli altri…

Invece, devi avermi visto

quando sono uscito di casa

se mi hai scelto

“mi hai scelto?”.



Deve essere stato allora,

ricordo

che ascoltavo la voce di mia moglie

che cantava.

Mia moglie canta sempre quando lavora,

e guardavo il tramonto.

Che male c’è, a guardare il tramonto?

Guardavo

scomparire lentamente gli alberi:

la luce e il buio

che si rincorrevano…

certo, non volevo rientrare

non subito almeno.

Era così calda la voce di mia moglie

così familiare il tramonto…

ed ero così contento di essere vivo.

Poi, quando lei ha smesso

ho pensato - strano - ho pensato:

“Lei non fa mai così,

lei smette solo quando mi sente rientrare…”.

E’ stato allora che ho capito,

e quando mi sono girato

ero già livido di rabbia,

perché sapevo.

Non c’era nessuna casa dietro di me

nessuna donna che cantava

nessun tramonto;

solo buio.



E poi c’eri tu

che mi guardavi senza compassione,

se solo sapessi quanto ti ho odiato…

Adesso

che tutto è finito.

Oggi

che non c’è più ragione per l’odio.

Oggi, forse me lo dirai

- perché non mi piace venire con te -

senza avere almeno una certezza:

è forse questo il protocollo?



- Carlo Flamigni -






15.5.20

Figli (Tiziana Malagoli)

© VOIGTF64






FIGLI


Non mi piangerò addosso
nessuna disperazione,
questo vento di violenza
è una lama stesa
sulla terra intera
e io non ho più tempo
per essere dispersa.
Sono solo una donna
a combattere gli alisei.
Una donna appesa
a un quadro d'emozioni,
ma mi tolgo dalla mente
ogni voragine d'offesa
per lo scrigno
di due occhi innocenti
e a tutti
i figli che verranno
voglio parlare
d'amore dolcemente.


- Tiziana Malagoli -





6.5.20

Emozionarsi (Salvatore Contini)

© SALVATORE CONTINI






EMOZIONARSI


Emozionarsi
ascoltando la tua giovane voce,
e nel profumo della pioggia
si sente tremare la tua essenza
la tua mano insistente.
Dalla nebbia dei sospiri
i tuoi occhi infelici,
e io sprofondo nel silenzio
nel nulla.
E' questo raggio di luce
che illumina la cupa figura:
come il nostro incontro nel vento,
la loro danza intorno.
Infelici amanti
dai loro versi più lirici e sognanti,
la prima rugiada dell'alba.
Ahimè
giorni tristi e lunghi!


- Salvatore Contini -





1.5.20

Ricordi (Salvatore Contini)

© SALVATORE CONTINI







RICORDI


Ricordi, quante promesse?
Tra le scogliere
lungo i viali alberati,
in quelle spiagge dimenticate
e incantate.
Ad ammirare in lontananza
la curva del cielo stellato,
un dolce sogno di Dicembre.
Con il vento alle spalle
tra le tue labbra rosa
e le cascate
dei tuoi lunghi capelli.
Ed io, non potevo credere
che sarebbe andata così;
tra il mare e la scogliera
e un sassoso sentiero.


- Salvatore Contini





15.4.20

#IORESTOACASA Visitiamo il Louvre insieme!








Sono giorni - anzi settimane - dove è indispensabile utilizzare inventiva per passare il tempo... che spesso può sembrare troppo lungo. Che ne pensate di visitare il Museo del Lovre insieme? Intendo dire che questa settimana voglio completare la visita virtuale del famoso museo parigino, ho scoperto che non ci vuole così poco tempo. Se vi interessa intraprendere questo viaggio digitale per i corridoi e stanze del museo vi basterà accedere al sito ufficiale www.louvre.fr. Come vedete trovate ben 4 tour differenti.









E se poi, vi volete proprio perdere ulteriormente tra foto a 360° e a grafica 3D di Parigi, fate un salto su Google Earth da PC!







10.2.20

Sibilla (Giuseppina Masci)

© TOUGS




SIBILLA


Sagoma che ai miei occhi 
da lontano 
tenebra appari, 
accovacciata 
nel tuo stretto manto. 
Ti riveli,
regina, 
incastonata di diamanti. 
Come hai pensato d'essere amante 
per un poco 
di una tela! 
Inquieta Sibilla, 
abiti nell'interno della veste scura 
e attendi là 
su quella terra 
dove l'infinito bene 
il vento 
non lo spazza via.


- Giuseppina Masci






3.2.20

Il banchiere








Con quanta arroganza mi osserva. Ma chi si crede di essere? E non vede che si sta rendendo ridicolo? Per non parlare della sua inadeguatezza, cozza visibilmente con l'elegante arredamento che ho scelto. Com'è vestito? Non siamo mica in spiaggia a sollazzare...
Accendo il collegamento interfono e chiedo alla segretaria <<Mi scusi Alberta, mi sa dire chi è quel tipo inguardabile in sala d'aspetto?>>. Alzo un po' il tono della voce, perché non risponde? <<... Alberta! Ha sentito?>>. E lei <<Sì sì direttore, mi scusi. Non l'ha riconosciuto? E' il nuovo sindaco>>.

<<Carissimo sindaco, come sono lieto di incontrarla! Ha davvero tolto di mano la città - mi lasci dire - alla gestione precedente fallimentare. Una gestione antica, vecchia, ci voleva proprio uno come lei: giovane, con nuove idee per la città. Sicuramente dall'approccio più easy ma anche energico e trascinatore. Mi dica, cosa posso fare per lei?>>.



6.1.20

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