13.2.20

Una lettera per te







Quindici centimetri di lunghezza. Plastica blu e metallo. Allineo al suo interno la ricarica: pronta all'uso. La graffettatrice: un pezzo d'antiquariato. In questa era del digitale sfrenato, piccolo utensile desueto.
Con uno scatto imprimo la forza necessaria per agganciare saldamente i miei ritagli. Le notizie, gli avvenimenti che raccolgo con cura. Mi risulta sempre più complicato, ultimamente. Era troppo semplice recarsi in qualche supermercato o edicola per acquistare un quotidiano? Sfogliarlo attentamente e sezionarne i contenuti?
Con questa mania dell'impalpabile, non esiste più nulla di fisico e materiale. Giornali, settimanali, libri, ricettari, guide turistiche... tutto in solo formato digitale!
In rete ci sono una marea di presunti: scrittori, giornalisti, medici, cuochi, tuttologi (i peggiori). Tutto in digitale, tutto quello che una volta era stampato su carta.
Questi miei discorsi, ai più giovani, sembrano assurdi. <<Sei un dinosauro>>, mi dicono. Mio malgrado sono costretto a scandagliare il web, alla ricerca delle informazioni che mi servono. Una volta trovate, le stampo su carta riciclata. Poi meticolosamente con forbici o taglierino: ritaglio le immagini, gli articoli.
Ti potrei apparire come un vecchio matto, e forse lo sono pure. Vivere la mia esperienza non è una cosa semplice. Quanti amici e conoscenti, miei coetanei, ora non ci sono più. E' difficile vivere, sopravvivere per meglio dire. La singolarità, mi differenzia.
Quanto odio il progresso! Mi disgusta la perdita del contatto umano. Masse di genti perse. Nei loro smartphone: a chattare, inviare immagini, scrivere scemenze. Ad altri esseri presunti umani, sicuramente sconosciuti. E non mi venire a dire che sono veri amici, persone di cui si conosce un avatar, due dati personali (sempre fasulli). E del resto?
Io preferisco i miei ricordi, autentici. I miei ritagli, mi aiutano a ricordare tutto. Ti è mai capitato di osservare una tua vecchia foto, di qualche decennio fa? Non ti pare di avere sempre qualcosa fuori posto, o troppo conforme alla moda del momento? <<Ero davvero io?>>, verrebbe da chiedersi.
Ma io no. L'ho sempre saputo. Le mode non mi hanno mai conquistato: estetiche o mentali. Ma gli altri, come un solo gregge, seguono tutto docilmente.